• Generazione Theodora

    Da tre decenni la Fondazione Theodora persegue la sua missione di portare sollievo attraverso il sorriso. In 30 anni, gli artisti di Theodora hanno visitato quasi 2 milioni di bambini con problemi di salute, con i quali hanno condiviso momenti di gioia e avventure fantastiche. Questi momenti di allegria, spensieratezza e poesia perdurano nei loro ricordi. In occasione del suo anniversario, la Fondazione ha contattato questi ex piccoli pazienti, i loro genitori, il personale infermieristico e i primi dottor Sogni. Tutti insieme, formano la «Generazione Theodora».

    Ospedale e Fondazione, un bellissimo rapporto

    Dal 1991 al 2008, Bernard Decrauzat è stato direttore del CHUV. Nel 1993, questa posizione lo portò a incontrare André e Jan Poulie per discutere un progetto innovativo: le visite dei dottor Sogni ai bambini ricoverati in ospedale. Nel filmato ci racconta la nascita di questa collaborazione.

    Periodo in ospedale ricolmo di spensieratezza

    Carmen Gantner aveva solo tre anni quando le fu diagnosticato un tumore al cervello. Dovette recarsi in ospedale più volte e per molto tempo, sottoponendosi a trattamenti e procedure dolorose: la malattia ha limitato fortemente il suo essere bambina. Non ha molti ricordi dell’ospedale. Tuttavia, i suoi genitori le hanno raccontato in seguito di quel periodo e delle visite dei dottor Sogni.

    Visite che uniscono

    Viviana Meschitti, ex paziente e oggi professoressa di Organizzazione Aziendale a Bergamo, è stata visitata esattamente 30 anni fa dalla dottoressa Poppins all’Ospedale Regionale di Lugano. Della visita del tutto inaspettata si ricorda in particolare che la dottoressa Sogni ha contribuito fortemente a creare un prezioso spirito di gruppo tra i bambini nella stanza. Se potesse parlare con la Fondazione Theodora, Viviana direbbe: «Mandate ancora più dottor Sogni, di più, di più!»

    Una gioiosa collaborazione tra il dottor Sivouplè e il personale infermieristico 

    Thierry Jacquier è un dottor Sogni dal 1996. Una volta attore, ha sfruttato la sua carriera teatrale per dare vita a diversi dottor Sogni. Per 20 anni è stato il dottor TocToc, un aviatore che ha viaggiato per il mondo, prima di trasformarsi nel dottor Sivouplè, che offre ai bambini ricoverati un servizio alberghiero degno di nota. Oggi mette la sua esperienza di 25 anni in seno alla Fondazione Theodora al servizio delle nuove generazioni di dottor Sogni.

    Il dottor Sogni è un collega indispensabile

    Il primario in anestesia pediatrica Luciano Anselmi, attivo da molti anni all’Ospedale Regionale di Bellinzona e Valli, appezza molto la collaborazione con i dottor Sogni della Fondazione Theodora. Quando li incontra nei corridoi dell’ospedale, non di rado crea insieme a loro storielle magiche per distrarre e far divertire i piccoli pazienti.

    Un viaggio indimenticabile

    Christel ha conosciuto la Fondazione Theodora quando aveva 8 anni. 25 anni dopo, ripensa alla sua esperienza in ospedale con i dottor Sogni e al meraviglioso viaggio in Lapponia organizzato da dalla Fondazione nel 1996.

    Dottoressa Farfalla racconta storie meravigliose ai piccoli pazienti in Ticino

    Farfalla è dottoressa Sogni da 17 anni. Visita i bambini negli ospedali e negli istituti specializzati del Ticino. La dottoressa Farfalla a volte ha qualche grillo sulla testa, ehm, scusate, per la testa. Ha sempre con sé un ukulele, un flauto, un violino o una cornamusa.

    Gli occhi meravigliati di una famiglia

    All’età di 5 anni, Gregory si trovava in ospedale con sua mamma, Véronique, in occasione di una delle primissime visite della Fondazione Theodora. Colpita dal lavoro dei dottor Sogni, Véronique decise allora di impegnarsi nella Fondazione in qualità di volontaria. Gregory ha oggi 35 anni. Ci raccontano insieme i loro ricordi di quella visita nel 1993.

    La bella collaborazione che si è instaurata tra i medici e i dottor Sogni.

    Dr. Giacomo Simonetti, direttore medico e scientifico presso l’Istituto Pediatrico della Svizzera Italiana, è a contatto con i dottor Sogni della Fondazione Theodora da molti anni. Nell’intervista ci racconta delle qualità che hanno gli artisti, dei benefici che apportano al personale ospedaliero e ai piccoli pazienti e della bella collaborazione che si è instaurata tra i medici e i dottor Sogni.

    Due volte a settimana in un mondo sereno

    All’età di sei anni, Nadja Hofmann dovette essere ricoverata d’urgenza durante le vacanze estive a causa della sindrome emolitico-uremica. A causa della gravità della situazione, dovette essere ricoverata per sei settimane. Tuttavia, ha un ricordo molto positivo del periodo trascorso in ospedale, grazie al personale molto disponibile e, naturalmente, ai dottor Sogni che la visitavano regolarmente.

    La dottoressa Turlutût lascia un’impressione durevole sui bambini

    Luce Golliez è da oltre 27 anni la dottoressa Sogni Turlutût. Arrivata presso la Fondazione nel 1996, questa infermiera di professione ha deciso di fornire un sostegno ai bambini ricoverati attraverso un approccio differente: le arti viventi. Tra bolle di sapone, animali di peluche e piccoli carillon, questa artista porta gioia e conforto ai piccoli pazienti dell’ospedale del canton Vaud, di Neuchâtel e del Vallese, e i pazienti se la ricordano bene.

    I dottor Sogni, amici per la vita 

    Thierry Grünig ha trascorso un intero anno, dall’estate del 1998 all’estate del 1999, al CHUV. Con una diagnosi di cancro questo bambino, che all’epoca aveva 12 anni, aspettava con impazienza i martedì, giorno di visita dei dottor Sogni. Oggi, a 37 anni e papà di 4 bambini, Thierry ci racconta come questi dottor Sogni, e in particolare il dottor TocToc, siano stati importanti nella sua vita.  

  • «Operazione Sogni»: nuovo filmato

    Da febbraio 2023, la Fondazione Theodora sta lavorando a un nuovo filmato aggiornato sul programma «Operazione Sogni», in cui i dottor Sogni accompagnano i bambini prima e dopo le operazioni.

    Trasformare la difficile situazione di un’operazione in un viaggio fantastico

    Un intervento chirurgico è spesso sinonimo di stress per un bambino. Separato dalla sua famiglia, si trova in una situazione e in un ambiente a lui sconosciuti. Questo programma di accompagnamento chirurgico fornisce un sostegno ai piccoli pazienti durante questi momenti.

    La presenza rassicurante dei dottor Sogni contribuisce a trasformare la difficile fase operatoria in un viaggio magico che tranquillizza sia il bambino sia la sua famiglia.

    Ed ecco il filmato…

    Con grande gioia vi presentiamo il filmato realizzato in collaborazione con Take Off productions.

    Desideriamo ringraziare l’Hôpital Riviera-Chablais e l’Hôpital cantonal d’Aarau, nonché le famiglie e gli assistenti, per la loro collaborazione. 🧡

  • L’agire della Fondazione Theodora presso bambini con disabilità

    Ogni settimana, la Fondazione Theodora manda in visita i dottor Sogni in ospedali e istituti di pedagogia curativa in tutta la Svizzera. Thierry Jacquier, formatore presso la Fondazione Theodora ed egli stesso dottor Sogni, ci parla delle particolarità delle visite negli istituti per bambini con disabilità.

    Thierry Jacquier Formatore presso la Fondazione Theodora
    Thierry Jacquier racconta le particolarità della visita ai bambini disabili.

    Thierry, quali sono le differenze tra le visite negli istituti specializzati e quelle negli ospedali?

    L’approccio è completamente diverso. Quando ci rechiamo negli istituti specializzati, visitiamo i bambini non come dottor Sogni, ma in veste di «Signor e Signora Sogni». Infatti, questi bambini non sono malati, ma vivono e si esprimono nel loro mondo, secondo un proprio ritmo. Per tale motivo non ci presentiamo con il nostro camice bianco, ma con degli altri costumi. La grande differenza con le visite in ospedale è che qui i bimbi non «barano» affatto. Ci mostrano con uno sguardo, con la lingua del corpo o anche con una parola se vogliono partecipare o no. Il contatto è molto più autentico, senza filtri, ma è proprio questo l’aspetto più bello.

    Come si svolgono le visite del «Signor e della Signora Sogni»?

    Dipende dagli istituti. Ci adattiamo al loro modo di funzionare e alle loro aspettative. Tutto poggia su una stretta collaborazione con i rispettivi team pedagogici. A volte le classi interrompono la loro lezione per le nostre visite. In questi casi proponiamo una mini-performance o un’attività comune. In altri istituti specializzati visitiamo i bambini nei loro spazi abitativi. Integriamo questo spazio in modo situazionale nella nostra visita, che può avvenire al momento di alzarsi, durante la merenda o un’attività di svago. In questi casi, ci caliamo nel ruolo di un amico che trascorre del tempo con i bambini e si inserisce nella loro quotidianità. A volte cogliamo un tema e lo sviluppiamo come unità, ad esempio con degli aeroplanini di carta. Alcune volte funziona bene, altre meno. Per fortuna in questi casi possiamo contare sul supporto dell’équipe pedagogica che, se necessario, ci tira fuori dai guai e ci aiuta a cambiare rotta in tempo. Ci vuole pazienza e a volte tempo, questo è chiaro. Mi ricordo ad esempio di un bambino che ha impiegato cinque anni ad accettare la mia presenza. E proprio questo bambino è oggi il primo che ci aspetta impaziente sulla soglia il giorno delle visite.

    Quali sfide comporta una visita in un istituto specializzato?

    Incontriamo bambini con handicap gravi, le cui reazioni sono difficili da determinare. Con il tempo, e in particolare con l’aiuto dell’équipe pedagogica, riusciamo a cogliere e interpretare alcuni dettagli quali suoni, sguardi o movimenti e a offrire così ai bambini momenti ludici tagliati su misura per loro. Per farlo ci vuole tempo.

    Cosa ti dà il lavoro in questi istituti specializzati?

    I bambini ci restituiscono molto. Come già detto il loro riscontro è molto diretto, forte, autentico e completamente senza filtri. Se sono contenti di vederci ce lo dimostrano. E ciò ci mostra a sua volta l’importanza e il valore di questo programma.

  • Aiutare insieme – Novartis

    La Fondazione Theodora è orgogliosa di avere al suo fianco un partner prezioso come Novartis. Il gruppo è attivo in oltre 140 paesi, ma è fortemente radicato in Svizzera. Isabel Dalli, Head Sponsoring & Donations, spiega nell’intervista i motivi di questo partenariato.

    Cosa unisce Novartis alla Fondazione Theodora?

    Entrambe le organizzazioni si sono poste l’obiettivo di migliorare la vita dei pazienti, che siano grandi o piccini. Novartis, in qualità di impresa di ricerca che fornisce terapie innovative volte, idealmente, a curare le malattie o ridurre le sofferenze; la Fondazione Theodora, con il suo impegno sociale per offrire a bambini e genitori in situazioni difficili momenti di allegra spensieratezza, i quali contribuiscono anch’essi alla guarigione.

    Che tipo di attività sono previste a favore della Fondazione?

    In qualità di impresa farmaceutica basata sulla ricerca, non siamo purtroppo in grado di effettuare interazioni o promozioni specifiche per i clienti esterni. Dove possibile, tuttavia, coinvolgiamo la Fondazione Theodora in eventi interni come il Novartis Science Day per i nostri collaboratori.

    Cosa si augura per la Fondazione Theodora in futuro?

    Da oltre 27 anni la Fondazione Theodora si impegna a favore del benessere dei bambini durante il ricovero in ospedale. Auguriamo alla Fondazione che questa storia di successo cresca ancora e che vengano formati ancor più dottor Sogni, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente l’offerta per far sorridere ancora più bambini.

    Ringraziamo di cuore Novartis per il prezioso sostegno.

  • Visite che fanno la differenza

    Gli artisti di Theodora non visitano solo i bambini in ospedale, ma, nel quadro del programma «Signore e Signora Sogni», anche i bambini in istituti specializzati. Nel Centro pedagogico Wenkenstrasse a Riehen, i signori Hüpf e U. Fröhlich sono ospiti regolari. Li abbiamo accompagnati durante una mattinata e sperimentato così da vicino come regalano preziosi momenti di leggerezza e gioia ai bambini.

    Divertimento in classe: Jamal e U. Fröhlich ridono delle battute di Hüpf.

    Sono le 8.30 di mattina. I bambini sono seduti nelle rispettive classi e svolgono concentrati le loro attività. Ma oggi qualcosa è diverso: ci sono due signori che non di rado finiscono contro una porta o vengono portati via da un bambino in sedia a rotelle. I Signori Sogni Hüpf e U. Fröhlich della Fondazione Theodora sono venuti apposta per regalare attimi di svago e risate ai bambini. L’uno alto, vestito in modo sportivo e amante delle rane, l’altro piccolo, elegante e amante delle scimmie.

    Due, tre, quattro lanci delle calze

    I due signori Sogni iniziano con la visita di una classe. Cinque bambini siedono in semicerchio e salutano entusiasti i loro ben noti amici. I due artisti si avvicinano ai bambini con delicatezza, chiedono loro come stanno e cosa stanno facendo o cosa hanno portato con sé. Filip è occupato con un calendario, subito esaminato in dettaglio da Hüpf e dalla sua rana «Guapo». Nel frattempo, U. Fröhlich gioca con Siria, al momento occupata nella «disciplina del lancio delle calze». Le calze volano per aria e U. Fröhlich le riporta indietro per permettere a Siria di ripetere il lancio. Dopo qualche altro sketch – di punto in bianco Hüpf ha legato U. Fröhlich a una sedia – i due artisti si congedano con una canzoncina «ciao ciao».

    Nelio e Mija sono entusiasti della valigia musicale del signor Hüpf.

    Magia come in Harry Potter

    Nella classe successiva, dopo aver salutato il primo bambino, si sente un forte urlo. Una volta entrato nella stanza, Hüpf si era di nuovo girato verso la porta e aveva realizzato con orrore che era appena entrato anche un fotografo – Aiuto! Tutti ridono e si rallegrano della leggerezza che avvolge subito la stanza. In questa classe sembra che tra i bambini ci siano diversi maghi di talento. A volte un fazzoletto finisce nell’ukulele, oppure vengono eseguiti trucchi di magia con cappelli e penne. Altre volte i bambini riescono a far addormentare gli artisti con i loro incantesimi. «Oh grande mago, hai fatto un trucco davvero brillante!», incoraggiano a più riprese i singori Sogni «i loro alunni». Vera magia, come in Harry Potter.

    Così anche nella prossima classe, dove è richiesto un tatto particolare. Questi bambini sono in parte affetti da autismo e non è facile scoprire cosa è bene per loro in un determinato momento. Anche qui i trucchi di magia e un gioco con i cappelli sembrano avere successo. U. Fröhlich e Hüpf si lanciano i cappelli con brio. I bambini cercano di intercettarli e sono divertiti dal modo burlone e maldestro dei loro due amici. Franca, che è completamente assorbita dal suo mondo e non sembra accorgersi di nulla, si illumina quando il signor Hüpf le dice pieno di ammirazione: «Ehi, stai facendo le tue cose con calma e non ti lasci disturbare, è forte…». U. Fröhlich ha portato con sé un amico speciale: una piccola scimmia di plastica con una pallina in bocca, che viene volentieri presa in prestito dai bambini. Improvvisamente, la palla balza fuori dalla bocca della scimmia e stacca il dito di U. Fröhlich creando vero allarme… naturalmente con un happy end (il dito è stato subito riavvitato)! Anche in questa classe ogni bambino ha avuto il suo tornaconto – per non parlare dell’insegnante, che per un prezioso momento ha avuto la possibilità di ricaricare energia.

    Amaru e U. Fröhlich si scambiano in un modo tutto loro.

    I bambini si rallegrano sempre molto delle visite del Signore e della Signora Sogni. Gli artisti incantano subito i bambini. Quando sono qui, i bimbi ridono spesso e sono molto rilassati, osano provare cose nuove con i due artisti e mostrare un lato completamente diverso di sé.

    Nadia Alessio
    Nadia Alessio
    Vicepreside e insegnante di sostegno del Centro pedagogico Wenkenstrasse a Riehen

    Palloncini volanti e valigie musicali

    Nella classe successiva i bambini hanno disabilità ed età diverse. Sette alunne e alunni e due insegnanti attendono con gioia la visita dei signori Sogni. Qui i ragazzi si rallegrano di vivere varietà e nuove sfide. Nessun problema per i due artisti: in un batter d’occhio creano dei palloncini a forma di anello che usano sia come aureola – oh no, pessima idea – o come cesto attraverso il quale i volontari possono lanciare un palloncino allungato. Gli entusiasti ragazzi e gli insegnanti se la cavano egregiamente. Non così il signor Hüpf, a cui il palloncino scivola sempre di mano e che non azzecca nessun lancio. Non aiutano nemmeno le esortazioni dei bambini «dai, dai, dai!», che non per questo smettono di incoraggiarlo divertiti.

    Nella prossima stanza, che riunisce asilo e prima classe, U. Fröhlich e Hüpf chiedono a ogni singolo bambino come sta. Qui i bimbi amano la vicinanza, l’interazione, ma anche la musica e il ballo. Dalla valigia di Hüpf risuonano improvvisamente delle dolci melodie, che smettono non appena la valigia viene sollevata. Nelio e Mija sono particolarmente curiosi e si lasciano coinvolgere da questo gioco musicale. Aiutano il signor Hüpf ad accendere e spegnere la musica, parlano con la valigia, la girano e tengono in equilibrio… nel frattempo U. Fröhlich si lascia «maltrattare» dagli altri tre bambini, che sembrano divertirsi un mondo. I signor Sogni sono anche questo: amici e compagni con i quali si può fare proprio di tutto, senza limiti alla fantasia. Dopo il gioco con i palloni e un ballo è arrivato il momento di dire ciao. Gli artisti sono già usciti quando la porta si spalanca di botto e Mija esce di corsa – con grande sorpresa dei signor Sogni, che essendo proprio dietro la porta rimangono piuttosto spiaccicati. Situazioni di questo tipo sono particolarmente apprezzate dai bambini del Centro pedagogico Wenkenstrasse perché li dotano di superpoteri di cui non erano a conoscenza. Anche questo rende le visite dei signori Sogni così preziose e uniche.

    Voglia di discoteca

    Il programma prevede la penultima classe. Ci sono sei bambini. Anche se è difficile per loro esprimere emozioni, mostrano gioia ed entusiasmo a modo loro. I signori Hüpf e U. Fröhlich avvicinano questi bambini con particolare delicatezza. Percepiscono cosa potrebbe fare piacere ai bimbi. Fanno bolle di sapone, giocano a nascondere i cappelli e, per finire, organizzano una discoteca – le sedie a rotelle non rappresentano di certo un ostacolo! – con luci che scintillano nel buio. I tre insegnanti partecipano divertiti e si rallegrano con i bambini di questo spontaneo show. Nell’ultima classe l’energia sprizza da tutti i pori. Qui i bambini sono particolarmente attivi e cercano addirittura di ingannare i due signor Sogni e di attribuire loro, nientepopodimeno, dei furti. Il cappello di U. Fröhlich diventa a volte un ufficio di oggetti smarriti da cui vengono rievocati gli oggetti presumibilmente rubati. A volte agli artisti viene fatto il solletico, o si fanno il solletico a vicenda, si trasformano in scimmie (un ragazzo ha evocato King Kong) o fanno un piccolo viaggio nei corridoi della scuola con quelli che amano scappare, come la piccola Ayana.

    La piccola Ayana, che ama il movimento, fa una passeggiata nei corridoi con il signor Hüpf.

    Le situazioni e le storie vengono create insieme. Grazie all’umorismo e al talento d’improvvisazione degli artisti si creano momenti così divertenti che probabilmente non saranno mai dimenticati. L’occasione di ridere ha un effetto molto positivo sulla salute, anche negli istituti per bambini con disabilità. Nadia Alessio, vicepreside e insegnante di sostegno del Centro pedagogico Wenkenstrasse, ci ha confidato: «I bambini si rallegrano sempre molto delle visite del Signore e della Signora Sogni. Gli artisti incantano subito i bambini. Quando sono qui, i bimbi ridono spesso e sono molto rilassati, osano provare cose nuove con i due artisti e mostrare un lato completamente diverso di sé.»

    È arrivato il momento di congedarsi. I ragazzini e gli artisti lasciano la stanza. Amaru esce sulla sua sedia a rotelle e spinge davanti a sé i due signor Sogni ancora per un bel po’.

    Ciao a tutti!

    Nel Centro pedagogico Wenkenstrasse le visite del programma «Signore e Signora Sogni» si svolgono dal 2006. Due mattine al mese, un duo di artisti di Theodora trasporta i bambini in un mondo magico. Alexander Milligan e Tommy Müller nelle vesti dei signori Hüpf e U. Fröhlich, che operano anche come dottor Sogni negli ospedali, visitano regolarmente quest’istituto.

    Leggete l’intervista con Nadia Alessio

    Intervista

    Quando l’aria scoppietta di eccitazione e gioia e si sentono risate e gridolini, significa che gli artisti Theodora come ‹Signor e Signora Sogni› sono nelle vicinanze! Durante le loro visite creano momenti incredibilmente preziosi per i nostri bambini e ragazzi. Gliene siamo estremamente riconoscenti!

    Fabienne Beyerle
    Fabienne Beyerle
    Preside e responsabile terapie del Centro pedagogico Wenkenstrasse a Riehen
  • Dei gamer dal cuore grande

    Durante il weekend del 18-20 novembre 2022, gli streamer hanno fatto riscaldare i loro controller per una buona causa. L’associazione Caristream ha organizzato un evento di beneficienza videoludico su Twitch. Due giorni in cui solidarietà e videogiochi si sono intrecciati. Ci raccontano.

    Che azione avete sviluppato in favore della Fondazione Theodora ?
    Durante il weekend del 18-20 novembre 2022, abbiamo organizzato una raccolta di donazioni attraverso la piattaforma di diffusione Twitch. Abbiamo così riunito numerosi streamer che hanno garantito l’animazione con buon umore e forte impegno per raccogliere un massimo di donazioni a favore della Fondazione Theodora.

    Come è nata l’idea di organizzare un weekend di gaming di beneficienza ?
    L’idea è nata dalla nostra passione comune per l’animazione di contenuti videoludici diffusa su una piattaforma di streaming e le azioni di beneficienza. Nel 2017, abbiamo realizzato il primo evento durato più giorni. Ci siamo rivolti ai commercianti di Friburgo per appoggiare la nostra azione. In seguito, il nostro team è cresciuto con l’obiettivo di strutturare meglio l’organizzazione e promuovere l’evento.

    Perché avete scelto di sostenere la Fondazione Theodora ?
    Quest’anno è toccato a Jacky alias «SkyDrizz» [uno dei tre fondatori] scegliere un’associazione o fondazione in linea con i nostri valori. La Fondazione Theodora è stata selezionata per il suo supporto ai bambini ammalati (ri)dandogli il sorriso. Le sue attività ci hanno commosso molto.

    Cosa pensate della Fondazione Theodora ?
    Permettendo ai bambini di sognare per un momento durante il loro ricovero, la Fondazione Theodora porta gioia e felicità in ospedale. Abbiamo a cuore il valore della solidarietà. Siamo colpiti dalla creatività e dall’empatia dei dottor Sogni che utilizzano il loro talento per offrire un momento di evasione ai bambini, ma anche ai genitori e al personale curante.

    Come si è svolto il weekend di Caristream su Twitch ?
    A dispetto di qualche problema tecnico prima del lancio, questo evento è stato per noi un vero successo! Il formato di questa edizione è una novità assoluta. Abbiamo proposto al pubblico un ventaglio di attività ludiche accompagnate dai nostri talentuosi streamer e invitati. Abbiamo così interagito con gli spettatori mediante delle partecipazioni alle animazioni e ai giochi. Abbiamo organizzato diverse interviste. Abbiamo così avuto l’opportunità di intervistare Martine, che rappresenta la Fondazione Theodora sul nostro canale di diffusione dal vivo. Gli spettatori hanno avuto l’occasione di porre domande per saperne di più.

    Com’era l’atmosfera ?
    L’atmosfera è stata davvero gioviale ed eccitante. Per noi è stato il culmine di diversi mesi di preparazione. Gli streamer e invitati ci hanno fornito il loro sostegno e la loro energia. Il pubblico è stato formidabile e molto generoso. Malgrado qualche problema tecnico, abbiamo tutti conservato un ricordo magico di questo evento.

    Cosa avete apprezzato di più durante questo weekend ?
    Abbiamo apprezzato in particolare il contatto umano: l’incontro con tutte le persone che hanno fiducia in noi e che ci sostengono in questo progetto. La motivazione degli streamer e di chi è intervenuto ci ha fatto molto piacere. Abbiamo apprezzato enormemente anche gli interventi di Martine e di Sonia della Fondazione attraverso l’intervista e l’allestimento dello stand.

    Qual è il bilancio di questa azione ?
    Assolutamente positivo! Siamo stati sorpresi di superare il nostro obiettivo di raccolta già nella prima serata. Siamo molto contenti della riuscita del progetto, nonostante ci sia qualche aspetto da migliorare per il futuro. Abbiamo avuto la fortuna di avere una comunità che ci ha sostenuto durante tutta la nostra azione. La fiducia degli streamer e l’impegno dei partner ci incoraggia a proseguire con le nostre realizzazioni future.

    Che ruolo può svolgere lo streaming/il gaming nella beneficienza e perché è importante ?
    Per Caristream, le piattaforme di streaming offrono un’opportunità di diffondere contenuti videoludici promuovendo nel contempo un’attività di beneficienza. In effetti, questi strumenti facilitano l’incontro tra i progetti e la comunità collegata. I videogiochi hanno sempre avuto un’immagine negativa nella società. Attraverso le nostre azioni, all’incrocio tra lo streaming di contenuti video e la beneficenza, proponiamo un altro modo di contribuire agli eventi di beneficienza.

    Con un obiettivo iniziale di 1000 franchi, Caristream ha raccolto più di 5000 franchi. Grazie alla loro bravura, più di 253 piccoli pazienti potranno vivere una parentesi gioiosa con un dottor Sogni. Grazie di cuore!

  • Comprendere il mondo ospedaliero per riempirlo di gioia

    La Haute Ecole de la Santé La Source (HES) a Losanna è una tappa obbligatoria per ogni futuro dottor Sogni. Abbiamo parlato di questo momento chiave con Corinne Ghaber, insegnante professionale HES, che prepara gli artisti ad esercitare la loro arte nell’ambito ospedaliero.

    In questa tappa formativa, gli apprendisti dottor Sogni vengono sensibilizzati alle
    caratteristiche dell’ospedale. Perché questo è importante?

    Quando iniziamo la formazione, parto dal principio che ognuno di loro sia già venuto a contatto con un ospedale in un modo o nell’altro, per esempio per visitare un conoscente o per un proprio ricovero… ma non per motivi professionali. Per poter esercitare la loro arte in ambito ospedaliero, è necessario che conoscano il funzionamento generale di un ospedale, come per esempio la struttura e i vari servizi, il personale e come distinguerne i ruoli (tipo di abbigliamento, badge dai diversi colori), il segreto professionale, il gergo, le numerose abbreviazioni, e così via. Un tema sul quale insistiamo particolarmente è quello dell’igiene ospedaliera. I dottor Sogni, come tutti
    i professionisti attivi nell’ambito ospedaliero, devono conoscere e applicare con scrupolo le procedure in materia, poiché ne va della salute dei piccoli pazienti.

    Desinfektion der Hände im Institut und der Hochschule für Gesundheit «La Source» in Lausanne
    Durante uno degli atelier pratici, gli artisti imparano come disinfettare le mani in ospedale.

    Un altro grande capitolo della formazione elargita alla Source si orienta all’approccio con i bambini. Ci può raccontare qualcosa a proposito?

    È un capitolo essenziale dove si tocca il cuore dell’attività del dottor Sogni, ossia l’incontro con il bambino. Durante la formazione, trasmettiamo agli artisti conoscenze specifiche che completano le competenze artistiche sviluppate negli altri moduli di formazione. Tocchiamo ad esempio i vari stadi di sviluppo del bambino (fisici e psico-affettivi), l’impatto del ricovero in ospedale sulla sua esperienza, la presenza della famiglia, ma anche temi più delicati, come la malattia, il cancro e le fasi finali della vita. Tutte queste conoscenze aiuteranno i dottor Sogni nel loro approccio con i bambini in ogni loro visita.

    Come reagiscono gli artisti quando scoprono questo nuovo ambiente? Quali sono le loro preoccupazioni?

    Il timore di sbagliare qualcosa con l’igiene ospedaliera è ricorrente – per fortuna, secondo me. L’igiene è un elemento fondamentale e l’applicazione delle regole deve sempre essere garantita. I dottor Sogni sono coscienti di questo.

    Come professionista della sanità, come valuta l’attività dei dottor Sogni?

    Per me i dottor Sogni sono dei partner a pieno titolo, e devono essere considerati come tali. La loro presenza porta delle vere boccate di aria fresca sia ai bambini, sia ai genitori. A volte non c’è bisogno di grandi cose, già solo il fatto di vederli arrivare con i loro camici colorati e i loro strumenti musicali rallegra i bambini e aiuta i genitori a guadagnare un po’ di distanza da quello che stanno vivendo. Questo è molto prezioso.

    Institut et Haute Ecole de la Santé La Source

    L’Ecole La Source è composta dalla Haute Ecole de la Santé (HESSO)
    e da un istituto privato. Con oltre 155 anni di storia alle spalle,
    essa gioca un ruolo leader nella formazione e promozione della
    disciplina infermieristica. L’Haute Ecole de la Santé La Source conta
    più di 900 studenti pre e post laureati. Oltre all’insegnamento, la
    scuola è attiva nella ricerca e nella trasmissione di expertise agli istituti
    socio-sanitari. Dal 1998, la scuola è partner formativo della Fondazione
    Theodora con lo scopo di sensibilizzare i futuri dottor Sogni alla
    realtà e alle esigenze dell’ambiente ospedaliero.
    www.ecolelasource.ch

  • Ritorno sulla Via Theodora

    Quest’anno, la Fondazione Theodora festeggia il suo 30° anniversario. Per l’occasione, cinque collaboratori hanno deciso di intraprendere una sfida sportiva, partecipativa e caritativa per raccogliere fondi a favore della missione presso i bambini: la Via Theodora – Bike for a Smile! In questa intervista, Muriel de Preux, responsabile del progetto, ci racconta di questo grande sogno.

    Muriel, cosa puoi dirci su di te ?
    Lavoro nel settore delle vendite e della consulenza da quasi venticinque anni, e da un anno e mezzo, quale collaboratrice della Fondazione Theodora, posso contribuire a portare avanti la nostra missione a favore dei bambini in ospedale e dei bambini con disabilità. Nell’ambito del dipartimento Programmi, gestisco un team regionale di 21 artisti che lavorano in 14 istituzioni partner, assicurando che i nostri servizi rispondano alle loro esigenze. Mi piace l’idea di mettere tutta me stessa e la mia energia in un lavoro significativo.

    Muriel de Preux, responsabile del progetto e collaboratrice del servizio Programmi della Fondazione Theodora

    Com’è nata l’idea della Via Theodora ?
    Il progetto è iniziato con un semplice caffè e il desiderio di percorrere in bicicletta la Via Rhôna da Ginevra a Sète, raccogliendo fondi per la missione di Theodora. Non è passato molto tempo prima che si formasse un club di cinque persone, tra cui un dottor Sogni, per realizzare questo grande sogno sportivo e benefico. A poco a poco ci è apparso chiaro che dovevamo completare questo toure celebrare questo anniversario a casa nostra, in Svizzera, dove la Fondazione Theodora è nata 30 anni fa. Così la Via Rhôna si è trasformata nella Via Theodora, per diventare un evento unificante che ha incoraggiato ospedali, istituti specializzati, dottor Sogni, partner, donatori e personale amministrativo a partecipare ai festeggiamenti e alla raccolta di fondi.

    Perché quest’idea era così importante per te e gli altri quattro collaboratori?
    Per noi questo progetto era molto importante perché non si compiono 30 anni tutti i giorni. Ci è sembrato quindi fondamentale poter lanciare un progetto interno, dei collaboratori per i collaboratori, ma anche per il mondo esterno.

    Avete incontrato degli ostacoli durante l’organizzazione o il tour stesso?
    Anche se cerco, non riesco a pensare a un solo grande ostacolo durante questo progetto, né in fase di sviluppo né durante la sua realizzazione! Il tempo era poco – quattro mesi e mezzo – per mettere tutto a punto, e le équipe di entrambe le sponde della Sarine hanno fatto la loro parte: attrezzature, visite e microeventi nelle strutture visitate lungo il percorso, alloggio, comunicazione, campagna di raccolta fondi, e-mail ai donatori, regali per gli ospedali, realizzazione di gagliardetti con i colori della nostra campagna, e così via. Tutti questi compiti sono stati portati a termine in tempi record! Se a ciò si aggiunge il tempo perfetto (non una goccia di pioggia in 10 giorni in maggio in Svizzera), una forma olimpica e un meraviglioso senso di complicità tra i membri del gruppo, nessun problema di salute o incidente, una tempistica perfettamente controllata tra il tempo del percorso e gli orari di arrivo previsti negli ospedali, accoglienze calorose con fanfare e buon umore, donazioni in abbondanza, gioia e, soprattutto, tanti sorrisi ricevuti e distribuiti: avete la ricetta della Via Theodora!

    Vi siete fermati in 13 ospedali. Qual è stata la loro reazione a questo progetto? Cosa hanno fatto i dottor Sogni al vostro arrivo?
    Dato il tempo a disposizione – 10 giorni – abbiamo progettato il nostro percorso ciclistico per collegare il maggior numero possibile di istituzioni partner su una distanza di 600 km tra Ginevra e San Gallo. L’entusiasmo dei 13 rappresentanti scelti è stato immediato, al punto da mobilitare medici, educatori, personale infermieristico e le loro équipe di comunicazione per accoglierci e condividere un momento di convivialità davanti a un aperitivo, qualche discorso e qualche foto, o una visita speciale in un reparto pediatrico. A ogni tappa, alcuni dottor Sogni erano a disposizione per rallegrare il nostro arrivo, cantare, ballare e talvolta anche percorrere gli ultimi chilometri in costume con noi, facendo da collegamento tra il gruppo e l’ospedale.

    C`è stato un momento indimenticatile che vorresti condividere con noi?
    La nostra avventura è stata costellata da molti momenti indimenticabili: magnifici disegni di bambini creati per l’occasione, la partecipazione di alcune famiglie o di alcuni dottor Sogni in varie tappe del percorso, un’accoglienza musicale particolarmente commovente a Bienne, l’attraversamento di Basilea lungo il Reno al fianco del dottor Pilule e della dottoressa Schubidu, che si sono uniti a noi su una bici da carico, una serata di condivisione con i colleghi dell’ufficio di Hunzenschwil che erano tutti presenti all’incontro, la danza di una bambina tra le biciclette davanti all’ospedale di Lucerna… e tanti momenti indimenticabili e a volte divertenti all’interno del gruppo stesso.

    E il momento più divertente?
    Una situazione divertente si è verificata quando il nostro dottor Sogni, il ciclista addetto al GPS, ha scambiato il nord con l’est: il risultato è stato un po’ di procrastinazione, una bella deviazione, il mea culpa che ne consegue e, passando davanti all’ospedale di Winterthur che avevamo lasciato un’ora prima, una sensazione di déjà vu…!

    Qual è stato il risultato della vostra campagna? Quante visite ai bambini sono state rese possibili?
    Raccogliere fondi era solo un obiettivo tra tanti. Siamo particolarmente soddisfatti di aver raccolto 10’000 franchi attraverso la piattaforma di donazione «Give a smile» della Fondazione Theodora. Questo rappresenta quasi 500 visite a bambini ricoverati in ospedale o con disabilità, quindi una bella dose di sorrisi da distribuire!

    Come vi siete sentiti una volta arrivati a destinazione?
    «Ce l’abbiamo fatta! 646 km alla fine! Peccato, è già finita!» I dottor Sogni davanti all’ospedale di San Gallo ci hanno accolto con uno striscione «finish», un rinfresco e una medaglia d’oro per Theo, il nostro orsacchiotto mascotte e sesto membro del gruppo. È stato molto toccante.Siamo stati sopraffatti da sentimenti di orgoglio, gioia, soddisfazione e gratitudine per essere riusciti a portare a termine questo progetto grazie alla fiducia e al sostegno della nostra direzione. 

    Per finire, cosa vorresti dire alle persone che vi hanno sostenuto?
    A nome del gruppo, vorrei ringraziare di cuore la direzione e il personale della Fondazione, che hanno creduto in noi e hanno lavorato duramente per rendere il nostro viaggio in bicicletta in Svizzera un successo sia in termini qualitativi che quantitativi. Non tutte le organizzazioni godono di una tale libertà d’azione! Un grande ringraziamento va anche a tutti i nostri donatori e partner, senza i quali non potremmo realizzare la nostra missione. Grazie agli ospedali e agli istituti specializzati che credono nel potere del sorriso e dell’umorismo nell’assistenza sanitaria. Il nostro ringraziamento più grande va ai bambini che ne risentono, che non smettono mai di stupirci e di commuoverci e che confermano l’importanza del nostro lavoro quotidiano degli ultimi 30 anni.

  • La Fondazione nel tempo

    Da trent’anni la Fondazione Theodora, grazie all’operato dei suoi 69 dottor Sogni, regala a tantissimi bambini sorrisi, sogni e preziosi momenti di svago. Ma il modo di operare dei nostri artisti è sempre stato lo stesso? E cosa significa lo slogan «Molto più che sorrisi»? In questo articolo approfondiamo questi temi.

    20 aprile 1993: i primissimi dottor Sogni di Theodora, Bobo («bua») e Panosse («straccio») fanno visita per la prima volta in Svizzera ai piccoli pazienti ricoverati nel reparto di pediatria del Centro ospedaliero universitario di Losanna (CHUV). Si tratta di dottori speciali, che si fanno chiamare dottor Sogni: indossano un camice colorato, un berretto e hanno un pallino dipinto sulla punta del naso; il contorno degli occhi e della bocca è disegnato con un cerone bianco. Con il loro umorismo portano leggerezza e divertimento nella quotidianità ospedaliera.

    Tutto è iniziato con due artisti: il dottor Bobo (a sinistra) e il dottor Panosse (a destra) durante una delle loro prime visite.

    Dottor Sogni: medici ricchi di risorse

    Il dottor Sogni di Theodora è una personalità ispirata all’«arte vivente» (dall’inglese «living art»), giocherellona, dirompente, spontanea e talvolta un po’ pazzerella, che recita la parte del medico buffo e fuori dagli schemi. Padroneggia l’arte dell’improvvisazione ed è così versatile da sapersi adattare alle situazioni più diverse. Dal neonato, che si rilassa ascoltando il suono dell’ukulele, al teenager, che si sbellica dalle risate perché il dottor Sogni non capisce cosa ci faccia una mela sul telefonino. In questi momenti spesso difficili, in cui si concentrano tutte le emozioni, le nostre artiste e i nostri artisti offrono quotidianamente una parentesi di svago – con battute, trucchi di magia, animali di peluche, creazioni con i palloncini, storie inventate insieme ai bambini, slapstick, comunicazione non verbale, musica, balli o semplicemente con la loro presenza. Grazie a una grande capacità di empatia, sanno trovare ogni volta il modo giusto per approcciarsi ai bambini e ai ragazzi e, insieme a loro, aprono una finestra sulla fantasia.

    Per assicurare la qualità del lavoro dei dottor Sogni e il migliore impiego delle loro competenze e della loro professionalità, le offerte di formazione e perfezionamento messe a disposizione dalla Fondazione per gli artisti Theodora sono state progressivamente ampliate in collaborazione con istituti specialistici come l’Alta Scuola della Salute «La Source».

    Tra cambiamento e stabilità

    In 30 anni, molte cose sono cambiate. Una di queste è il modo di presentarsi delle nostre artiste e dei nostri artisti: con più o meno trucco e accessori, con o senza naso rosso o con un puntino sul naso che, soprattutto durante la pandemia da coronavirus, veniva spesso attaccato sulle mascherine. La Fondazione si è sempre saputa adeguare alle circostanze sociali, evolvendosi durante tutti questi anni sia sul piano artistico – grazie alle offerte di formazione e perfezionamento per gli artisti – sia in ambito amministrativo – ad esempio grazie al controllo della qualità.

    Per contro, il simbolo della Fondazione Theodora, vale a dire il camice con i bottoni arancioni e il cuore arancione, è stato mantenuto fino ad oggi. La metodologia di lavoro dei dottor Sogni, invece, ha subito pochissimi aggiustamenti nel corso del tempo – perché anche i bambini e le loro esigenze sono decisamente poco inclini al cambiamento. Le nostre artiste e i nostri artisti riferiscono spesso che, quando entrano nelle stanze dei pazienti, persino cellulari e tablet vengono messi da parte. Oppure che questi dispositivi diventano parte del gioco, facendo divertire soprattutto i teenager. La presenza dei dottor Sogni continua ad essere molto apprezzata. Con molto tatto, si adattano alla situazione di ogni bambino, di ogni adolescente, aiutando loro ad aprire una porta alla loro immaginazione.

    Un cambiamento evidente e molto positivo che si può osservare al giorno d’oggi è la crescente varietà di offerte diagnostiche e terapeutiche all’interno degli ospedali, che rende il lavoro dei dottor Sogni più impegnativo, ma che per la fondazione contiene anche l’opportunità di regalare a un numero ancora maggiore di bambini momenti di spensieratezza ampliando le offerte (ad esempio il supporto a interventi).

    Con la loro grande sensibilità, i dottor Sogni hanno la capacità di distrarre i piccoli pazienti quando bisogna fare qualcosa di non troppo piacevole al bambino, come un prelievo di sangue o lo spostamento in sala operatoria. I dottor Sogni ci facilitano il compito.

    Giacomo Simonetti
    Giacomo Simonetti
    Primario e responsabile pediatria degli ospedali ticinesi

    Molto più che sorrisi

    Tutto è iniziato nel 1993 con le visite nelle stanze dei pazienti ricoverati. Oggi, i nostri dottor Sogni fanno visita anche nei pronto soccorso degli ospedali, negli istituti per bambini affetti da disabilità, nei campi per bambini in sovrappeso, accompagnano i bambini prima e dopo un intervento chirurgico e affiancano il personale ospedaliero durante interventi come prelievi di sangue, terapie endovenose o trattamenti di lesioni.

    È soprattutto in questi momenti, infatti, che il significato del nostro slogan «Molto più che sorrisi» diventa particolarmente evidente: si tratta spesso di interventi dolorosi e insoliti, che i bambini e i loro genitori affrontano generalmente con apprensione e timore. L’obiettivo principale è quello di allentare la tensione e distrarre i bambini. Il sorriso migliora la disponibilità dei bambini alle terapie e fa sì che essi avvertano meno il dolore. In molte occasioni il personale di cura ci riferisce che i bambini che devono recarsi periodicamente in ospedale per terapie e interventi sono felici della presenza dei nostri artisti e non piangono. Anzi, sorridono… e molto di più.

    Migliorarsi, insieme

    Da molti anni, i nostri ospedali partner lavorano per migliorare l’esperienza dei pazienti. La medicina integrata risponde alle esigenze fisiche, emotive, psichiche e spirituali dei pazienti e integra gli approcci convenzionali con terapie complementari per raggiungere uno stato di salute ottimale e la guarigione. Grazie a una collaborazione con gli ospedali basata sulla reciprocità e la fiducia, offriamo il nostro contributo per poter reagire molto rapidamente alle loro esigenze. Insieme abbiamo dato vita a progetti pilota che sono in seguito sfociati in nuovi programmi. I nostri programmi («dottor Sogni», «Operazione Sogni» e «Sogni al pronto soccorso») offrono sostegno, oltre che ai bambini e alle loro famiglie, anche al personale ospedaliero, che in questo modo può svolgere il proprio lavoro al meglio.

    I pomeriggi in cui vengono i dottor Sogni della Fondazione Theodora sono per me un momento importante da molti anni, da quando sono iniziate le visite, ancora e sempre! Per noi dell’équipe infermieristica non si tratta di semplici visite, ma di una stretta collaborazione che è in parte maturata negli anni e che va a vantaggio dei pazienti. Soprattutto nel caso di interventi spiacevoli come iniezioni venose, cambi di medicazione difficili ecc. la combinazione con i dottor Sogni vale oro. Ci sono anche pazienti che hanno appuntamenti regolari con noi e poi dicono che preferiscono venire il giorno in cui ci sono anche i dottor Sogni.

    Annette Schneider
    Annette Schneider
    Capoinfermiera ematologia e oncologia dell’Ospedale universitario pediatrico di Basilea Città e Basilea Campagna (UKBB)
  • Nuovo partenariato con Volg

    La Fondazione Theodora è orgogliosa di avere al suo fianco da quest’estate un partner prezioso come la Volg Konsumwaren AG. Philipp Zgraggen, presidente della direzione del Gruppo Volg, ci spiega i motivi del nuovo partenariato nella seguente intervista.

    Cosa lega Volg a Theodora?

    La Fondazione Theodora e Volg sono uniti soprattutto dal desiderio di regalare gioia ai bambini. L’attività della Fondazione corrisponde perfettamente alla filosofia di Volg anche per un altro motivo : il lavoro dei dottor Sogni è caratterizzato da cordialità e allegria. La vicinanza emotiva – fedele al nostro motto « freschezza e simpatia » – è infatti un prezioso valore aggiunto anche nei negozi Volg, offerto giornalmente dai nostri collaboratori ai clienti grandi e piccini.

    Quali azioni a favore della Fondazione prevede Volg?

    Sosteniamo la Fondazione durante almeno tre anni in tre modi diversi : con promozioni di vendita negli oltre 580 negozi Volg, con attività ed eventi nelle nostre fattorie di avventura NATURENA nonché con un contributo di sponsoring. A settembre abbiamo ad esempio svolto un’azione di raccolta di bollini Volg a favore della Fondazione Theodora. Da metà dicembre 2019 a fine gennaio 2020 vendiamo i « cuori scaldamani » in tutti i nostri negozi. Inoltre sono previste diverse attività a favore di Theodora, ad esempio eventi per famiglie o tornei di jass nelle nostre fattorie Volg NATURENA.

    Qual è la sua motivazione personale per sostenere la Fondazione Theodora?

    In qualità di padre di famiglia conosco personalmente per esperienza la difficile quotidianità dei bambini in ospedale : i miei figli hanno dovuto trascorrere dei periodi in ospedale già diverse volte. Un incoraggiamento e una distrazione durante il soggiorno in ospedale grazie alla visita di un dottor Sogni aiuta molto i piccolo pazienti. Il beneficio concreto dei dottor Sogni è inestimabile.

    Ci rallegriamo della collaborazione futura e ringraziamo Volg di cuore!

    Philipp Zgraggen
    Philipp Zgraggen
  • Impegno sui social media per fare del bene

    La food blogger Arlyne Luisoni (Pappa & Champagne) ha sostenuto la Fondazione Theodora partecipando alla nona edizione della Settimana della felicità nel marzo scorso. Arlyne condivide ricette che hanno successo con i suoi bambini e organizza incontri e merende tra mamme e bimbi, sostenendo produttori e realtà locali. «Trovo che i social media, usati nel modo in cui la Fondazione Theodora li impiega per la sua campagna per diffondere felicità, possano che fare del bene e avere un impatto positivo. È stato per me del tutto naturale partecipare a questa bella iniziativa per il bene dei bambini in ospedale!», ci svela la blogger. Ringraziamo Arlyne di tutto cuore per il suo impegno!

  • Settimana della felicità 2023 – dal 20 al 27 marzo

    Regalate sorrisi ai bambini in ospedale con il vostro sorriso arancione

    1 selfie condiviso = 1 visita a un bambino

    Anche quest’anno la settimana della felicità è di ritorno! Questa campagna online è sinonimo di gioia, positività e soprattutto di sorrisi per i bambini ricoverati in ospedali. Per partecipare, condividete il vostro più bel sorriso con il cuore arancione nelle reti sociali dal 20 al 27 marzo. Grazie dal profondo del cuore per il vostro sostegno e la vostra solidarietà!

    Oppure utilizzate il nostro filtro Instagram Hearts of Theodora

    Come partecipare?

    Ogni sorriso pubblicato offrirà preziosi momenti di gioia ai bambini negli ospedali e istituti specializzati.

    Scaricate il cuore Theodora e mettetevi in posa

    Scattate la foto con il vostro più bel sorriso

    Condividete la foto su Instagram o Facebook con la menzione @TheodoraFoundation e #giveasmile

    Importante: il vostro account Instagram o il vostro post Facebook devono essere pubblici per permetterci di trovare la vostra foto. Se avete un account privato, grazie per inviarci il vostro selfie in un messaggio privato.

    Per ogni foto condivisa, i nostri sponsor Helsana e Kägi nonché gli co-sponsor Volg, Lidl Suisse, Servier, Visilab e i supporter Adent Cliniques Dentaires, UCB Farchim, Degussa, Denner, Intuitive e Novartis si impegnano a devolvere una donazione di CHF 20.- alla Fondazione Theodora fino a un importo di CHF 64’000.-

    Questo importo ci permetterà di offrire la gioiosa visita di un dottor Sogni a un bambino in ospedale o in un istituto specializzato.

    Ringraziamo anche i nostri partner mediatici blue e Pathé Cinemas per la visibilità offerta.

    Segnalazione importante: condividendo il vostro selfie accettate che lo pubblichiamo al termine della campagna in un enorme collage contenente tutte le foto dei partecipanti. Vedasi l’anno passato. Ogni foto condivisa offre momenti di gioia indimenticabili ai bambini in ospedale. 

    Grazie di cuore per il vostro sostegno!

  • Un ospedale che illumina i cuori

    Il 2 marzo 2023, l’Ensemble Hospitalier de la Côte (EHC) e la Fondazione Theodora hanno festeggiato insieme il loro anniversario illuminando l’Ospedale di Morges: un affresco unico in cui ogni dettaglio è stato pensato per l’occasione, un mix di candore e fantasia in un’atmosfera festosa in cui le epoche si sovrappongono. Diamo uno sguardo a questa cerimonia assieme a Mikael de Rham, direttore generale dell’EHC.

    Come le è venuta l’idea di illuminare l’Ospedale di Morges con la Fondazione Theodora?
    Si è trattato di una prima. Abbiamo pensato che il significato simbolico fosse magnifico: illuminare un ospedale! Questo è un luogo di umanità, si prende cura della donna, dell’uomo e del bambino in ciò che hanno di più fragile. È anche il luogo in cui donne e uomini danno il meglio di sé, mettendosi al servizio del prossimo. Illuminare l’ospedale è stato un sogno che abbiamo realizzato insieme!

    Perché avete voluto celebrare il vostro anniversario con la Fondazione?
    Con la Fondazione Theodora condividiamo la stessa missione: prendersi cura del prossimo. Siamo molto vicini. Non solo collaboriamo da più di 20 anni, anche gli uffici della Fondazione sono ubicati a qualche metro dall’Ospedale di Morges. Abbiamo quindi voluto celebrare il 50° anniversario del nuovo Ospedale di Morges a fianco di un partner che apprezziamo e che rispettiamo moltissimo. È stata l’occasione di onorare il legame che unisce le nostre due istituzioni.

    Come considera la Fondazione Theodora?
    Ho scoperto con piacere e un pizzico di fascino la storia di questa Fondazione, la sua origine, i colpi di scena, il promettente sviluppo e un lavoro di una delicatezza assoluta da parte di questi dottor Sogni che restituiscono all’infanzia ciò che le appartiene: un mix di fantasia e di condivisioni complici. I dottor Sogni offrono ai bambini lo spazio di una parentesi. Un momento unico per riprendere fiato e rifare il pieno di energia. Non è possibile descrivere ciò che succede, bisogna vederlo! È forte, spesso allegro, complice, a volte è sconvolgente ed è anche la realtà di tutti i professionisti delle cure.

    Con quali tre parole descriverebbe la Fondazione Theodora? 
    Autentica, generosa, essenziale!

    Come si è svolto l’evento ?
    È stato un momento di grazia come la vita ci offre con parsimonia, il cielo è stato con noi, il tempo eccezionale. L’evento si è svolto all’aperto; gli ospiti si sono riscaldati attorno a bracieri incandescenti. Dopo il tramonto e la parte ufficiale, l’illuminazione è stata accompagnata da musica. Abbiamo persino assistito a un intervento a sorpresa di una paziente che ha aperto la finestra della sua stanza e ha fatto apparire la luce. È stato così preciso da far pensare che fosse stato programmato. Abbiamo poi condiviso un momento di convivialità gustando un risotto preparato dai membri dell’Associazione degli Amici dell’Ospedale di Morges, che in questa occasione ha registrato diversi nuovi membri.

    Quali sono i messaggi che avete voluto esprimere attraverso questo affresco gigante?
    Sull’affresco, che si è illuminato progressivamente sulla facciata dell’ospedale, è dapprima apparsa l’immagine del vecchio ospedale, che risale a più di 150 anni fa. Abbiamo quindi sovrapposto, illuminandole, le diverse epoche. In seguito, alla finestra è apparso un piccolo angelo, testimone di tutte le persone che si sono impegnate per quest’istituzione nel tempo. Successivamente, il tutto ha preso vita con la comparsa dei dottor Sogni, colorati e raggianti, che accendono delle stelle negli occhi di una piccola bambina, il cui sorriso è prezioso come quello disegnato al centro del cuore arancione, logo della Fondazione.

  • «Come dottoressa Sogni sono diventata l’adulta che avrei voluto incontrare da bambina»

    Nel 1995, Nathalie Dubath scambiò le sue scarpe da ballo per un camice medico molto particolare. Nell’intervista, ricorda con noi i suoi 28 anni come dottoressa Sogni Méli Mélo.

    Nathalie, lavori come dottoressa Sogni per la Fondazione Theodora da quasi 30 anni. Come ti sei unita alla Fondazione?
    Ho scoperto l’esistenza della Fondazione Theodora leggendo un articolo in una rivista. Mi ha subito interessato, perché riuniva tutto ciò che amavo fare. A quell’epoca davo dei corsi di danza in un centro per il tempo libero a Losanna. Dapprima partecipai a uno stage organizzato dal dottor Bobo. Poi, una settimana dopo, mi chiamò per dirmi che avevano bisogno di qualcuno per delle visite al CHUV. Ecco come tutto è iniziato. 

    Come si svolgevano le visite dei dottor Sogni all’inizio?
    Quando iniziai presso il CHUV, c’eravamo solo io e il dottor Distinov. Poiché andavamo ogni settimana, potevamo creare un legame particolare con i bambini, soprattutto con quelli ricoverati per lunghi periodi. Ricordo un bambino che era in coma e che abbiamo potuto accompagnare fino al suo risveglio. Fu un’esperienza commovente e unica.

    Come siete stati percepiti all’inizio dagli operatori sanitari?
    Ci osservavano con molta curiosità, ma in generale anche con uno spirito aperto. Abbiamo dovuto imparare a lavorare con loro e per i bambini, ma anche affinché il personale potesse anch’esso approfittare della nostra presenza. Ovviamente, a volte ci sono state delle reazioni più riservate, neutrali, anche un po’ diffidenti. Bisogna dire che i nostri camici colorati e il nostro approccio erano in totale contrasto con l’aspetto neutro e freddo dei reparti pediatrici dell’epoca. Oggi non è più così.

    Cosa rappresenta per te il personaggio del dottor Sogni?
    Un personaggio di libertà e fantasia che dà spazio alla libertà di creazione in un ambiente difficile. Anche dopo tutti questi anni continuo a trovarlo meraviglioso. Come dottoressa Sogni, sono diventata l’adulta che avrei voluto incontrare da bambina.

    E perché Méli Mélo?
    Perché mi rispecchia bene. Sono una persona sempre in movimento, devo fare ordine nella mia vita (ride). Ho trovato questo nome con mia figlia che allora aveva cinque anni, con la quale ci siamo sempre divertite a giocare con le parole.

    Rêves d'urgence
    La dottoressa Méli Mélo nell’ambito del programma “Sogni al pronto soccorso” al CHUV (2023)

    In che misura la tua attività di dottoressa Sogni è cambiata rispetto all’inizio?
    Con l’aumento dei bambini e la crescita dell’équipe, ho imparato a distaccarmi un po’ e a concentrarmi sul momento. Ho anche molti più strumenti ed esperienza per sapere cosa può influenzarmi durante le mie visite. A questo proposito, è molto importante il lavoro di supervisione che la Fondazione mette in atto per gli artisti. In termini di attività, i nuovi programmi come «Operazione Sogni» o «Sogni al pronto soccorso» permettono una collaborazione ancora più profonda con il personale infermieristico e offrono un sostegno immediato e concreto ai piccoli pazienti.

    E in che modo i bambini del 1995 sono simili o diversi da quelli del 2023?
    Un bambino ama sempre ridere, che si mostri interesse nei suoi confronti, la gioia dei bambini è universale. Ciò non è veramente cambiato. Tuttavia, l’ambiente circostante non è più lo stesso. I genitori sono molto più informati, ma allo stesso tempo più angosciati. Cerchiamo di rilassare anche loro.

    Ci sono degli aneddoti che ti hanno marcato particolarmente in questi 30 anni trascorsi al capezzale dei bambini in ospedale?
    Francamente, ogni incontro è unico, ogni bambino che ti dà la sua fiducia è un regalo. Ciò che mi commuove particolarmente è quando mi chiamano per strada o in treno per dirmi, 10-20 anni più tardi, quanto abbiano apprezzatole visite della dottoressa Méli Mélo, di aver conservato la mia cartolina, ecc. È davvero folle e commovente.

    Tre parole per descrivere la Fondazione Theodora?
    Amore, incontro e gioia.

  • Regalare gioia con un lascito

    La missione che la Fondazione Theodora svolge da 30 anni a favore dei bambini commuove le persone. Molte di loro si rivolgono regolarmente alla Fondazione Theodora al fine di includerla nel loro testamento perché desiderano regalare ai bambini ricoverati in ospedale momenti di gioia anche quando sono passate a miglior vita. Martine Maquet, responsabile per le eredità e i lasciti spiega ai testatori come poter realizzare questo speciale desiderio in conformità alla legislazione attuale.

    Perché prendere in considerazione la Fondazione Theodora nella propria successione?Molte persone si impegnano al nostro fianco sostenendoci con una donazione unica o periodica. A volte desiderano prolungare il loro impegno anche oltre la loro vita, inserendo la Fondazione Theodora nel loro testamento come beneficiaria di un lascito o di una parte di eredità. Un gesto significativo che dimostra la solidarietà e la sostenibilità del loro impegno al nostro fianco.

    Qual è il primo passo per diventare testatrice o testatore della Fondazione Theodora?
    Un primo colloquio individuale con le persone interessate è molto importante. Mi occupo di ogni caso in modo strettamente confidenziale. Spesso, dietro alla decisione di fare testamento a favore della Fondazione c’è una storia personale. Ogni volta mi commuovo nel sentire quanto sia importante per molti la missione della Fondazione Theodora. Lo scambio personale è essenziale per spiegare come vengono utilizzate le donazioni per portare conforto ai bambini e alle loro famiglie.

    Il 1° gennaio 2023 è cambiato il diritto successorio. Cosa significa?
    La revisione del diritto successorio in vigore dall’inizio di quest’anno porta con sé importanti cambiamenti, tra cui la riduzione della quota ereditaria da 3/4 alla metà per i discendenti e la soppressione della legittima dei genitori. Anche la tutela della porzione legittima per i coniugi divorziati viene annullata già al momento della pendenza del procedimento. Nel complesso, la revisione del diritto successorio offre maggiore flessibilità. Permette di far beneficiare più liberamente persone a voi vicine o organizzazioni che vi stanno a cuore. Alla luce di queste nuove norme, è consigliabile pensare per tempo alla pianificazione successoria. È importante notare che il diritto successorio svizzero è gestito a livello cantonale, pertanto possono esistere differenze tra i cantoni. Un notaio o un avvocato specializzato potrà fornire consulenza a seconda della situazione personale.

    Perché è importante far riesaminare la pianificazione successoria?
    Con la revisione della legge, alcune formulazioni spesso utilizzate nei testamenti possono sollevare domande e, in ultima analisi, portare a una distribuzione dell’eredità non conforme alle volontà del testatore. È quindi consigliabile rivedere regolarmente la pianificazione della successione per essere certi che le ultime volontà vengano rispettate. Poiché con il nuovo sistema la quota liberamente disponibile è maggiore, è possibile aggiungere nuovi beneficiari nel proprio testamento, ad esempio parenti od organizzazioni che vi stanno a cuore.

    Guida alla pianificazione patrimoniale

    Avete domande sulla successione?Su richiesta, vi inoltriamo volentieri il nostro opuscolo informativo, disponibile in francese o in tedesco aggiornato sulla pianificazione della successione. Rivolgetevi direttamente a martine.maquet@theodora.org o telefonate allo 021 811 51 91.

    Martine Maquet

    Martine Maquet

    Consulente Partner e Donatori

    T: 021 811 51 82

    M: 079 311 39 95

    Scriveteci
  • «Il Signore e la Signora Sogni sono un bel diversivo rispetto alla quotidianità scolastica»

    In 27 istituti per bambini con disabilità, gli artisti di Theodora sono in visita più volte al mese per diffondere gioia e divertimento così anche presso il Centro scolastico e di sostegno Wenkenstrasse di Riehen. Abbiamo intervistato la vicepreside e insegnante di sostegno della struttura Nadia Alessio.

    Cara signora Alessio, qual è il valore aggiunto che il Signore e la Signora Sogni apportano ai bambini, ma anche agli insegnanti?

    È un bel diversivo rispetto alla routine scolastica quotidiana. I bambini sono sempre molto felici di vedere il Signore e la Signora Sogni. È come un incantesimo. Durante la visita, i bambini ridono spesso e sono molto equilibrati. Osano provare cose nuove con il Signore e la Signora Sogni e si mostrano da un lato completamente diverso.

    Come gli artisti riescono a entusiasmare i bambini?

    Con il loro programma vivace e vario e il padroneggiamento della loro arte, ispirano subito i bambini. Hanno un repertorio vastissimo: musica, acrobazie, magia e, naturalmente, una buona dose di umorismo.

    Quali qualità degli artisti sono particolarmente importanti per portare gioia ai bambini nella vostra istituzione?

    La spontaneità e sensibilità per un’ampia varietà di bambini. Arrivano in classe con un programma pianificato, ma riescono ad adattarlo facilmente alle idee dei bambini.

    In che modo il fatto che i bambini e gli artisti si conoscano bene influisce sull’esperienza positiva per i bambini?

    Gli artisti conoscono i nomi e le caratteristiche dei bambini. Possono rispondere in modo specifico ai bambini e tenere conto dei loro punti di forza.

    C’è un’esperienza particolare che le è rimasta impressa?

    Era il compleanno di un bambino. Il Signore e la Signora Sogni erano presenti nella nostra struttura. Quando sono entrati nella nostra stanza, lo spettacolo e la loro improvvisazione sembravano fatti apposta per il festeggiato. Il bambino era entusiasta. Davvero fantastico!

    Con quali tre parole descriverebbe le visite del Signore e della Signora Sogni?

    Entusiasmo, divertimento e leggerezza.

    Grazie di cuore per le preziose risposte!

  • Dare speranza con una donazione in caso di lutto

    Anche con una donazione a seguito di un lutto è possibile regalare sorrisi e gioia ai bambini in ospedale. Vi ringraziamo di cuore per la vostra donazione nel segno della consolazione e della speranza.

    Nota su un necrologio

    Come fare?

    Ad esempio, se nel necrologio mettete una nota per richiedere donazioni per la Fondazione Theodora, vi preghiamo di menzionare il nome della persona defunta, accompagnato dalla parola «Lutto». Per la donazione si prega di fare riferimento a questo conto corrente postale:

    IBAN: CH66 0024 3243 G054 9454 0
    Indirizzo: Fondazione Theodora, Chemin du Bief 6 Bis, 1027 Lonay

    Qual è il prossimo passo?

    Comunicateci il vostro indirizzo e il nome del defunto all’indirizzo e-mail donations@theodora.ch o per telefono (Sadeta Hasanovic) al numero +41 21 811 51 84.

    Il nostro servizio per voi:

    • Gestiamo un elenco di donazioni in caso di lutto.
    • Vi teniamo regolarmente informati sulle donazioni ricevute.
    • Ringraziamo i donatori per iscritto.
    • Rilasciamo ai donatori un certificato di donazione deducibile dalle tasse.

    Versamento della colletta della chiesa

    Discutete i vostri desideri durante la riunione di preparazione al funerale o durante la cerimonia di sepoltura. L’amministrazione parrocchiale verserà l’importo delle donazioni raccolte alla Fondazione Theodora.
    Nella nota di pagamento occorre menzionare l’indirizzo della famiglia in lutto e il nome della persona defunta.

    Esempio: Lutto Hans Mustermann, Ringraziamenti ad Anna Mustermann, Lenzburgerstrasse 19, 5502 Hunzenschwil

  • A colloquio con Tranquillo Barnetta

    Ex calciatore professionista, Tranquillo Barnetta effettua regolari donazioni a diverse organizzazioni di pubblica utilità, tra cui anche alla Fondazione Theodora. Una chiacchierata sulla sua motivazione, sul senso dell’umorismo e sui dottor Sogni.

    Ti chiami «Tranquillo». Sei davvero tranquillo o piuttosto il contrario?

    Il nome rispecchia davvero molto bene la mia personalità. Anche nel calcio non sono mai stato il più rumoroso, anche se ovviamente in quel contesto tiravo fuori il mio spirito combattivo e a volte dovevo far sentire la mia voce.

    Quando hai iniziato a giocare a calcio?

    A 4-5 anni. I miei genitori si accorsero in fretta che avevo un certo talento e mi diedero la possibilità di immergermi nel mondo del calcio. A 17 anni vincemmo il Campionato europeo di calcio dei minori di 17 anni. Iniziò così la mia carriera, anche grazie alla grande flessibilità della mia azienda formatrice.

    Molti bambini sognano di diventare calciatori. Da piccolo cosa volevi diventare?

    Già da bambino sognavo di diventare calciatore professionista. Inoltre, volevo imparare la professione di mio padre: responsabile export cucine. Ma forse mi piaceva semplicemente questo nome.

    E oggi?

    Al momento la mia famiglia ha la priorità. L’importante è che i miei tre figli siano sani e poter correre e divertirmi con loro. Giochiamo assieme a calcio, badminton e molto altro ancora. Nel 2019 mi sono ritirato dal calcio professionale e sono «papà a tempo pieno».

    Tranquillo Barnetta con la dottoressa Floh nella mensa dell’Ospedale pediatrico di San Gallo.

    Sei già stato in ospedale da bambino?

    Quando ero molto piccolo sono caduto sulla testa e sono dovuto rimanere in ospedale un paio di giorni, ma non me ne ricordo. E a 12 anni mi sono rotto un braccio e sono dovuto andare in ospedale, ma è successo in Italia.

    Cosa ti fa ridere?

    La dottoressa Floh (ride). Ci ha fatto visita assieme alla dottoressa Uiuiui all’Ospedale pediatrico della Svizzera orientale, quando siamo stati lì con nostra figlia. Mi fanno ridere anche i giochi di parole, quelli che richiedono qualche secondo di riflessione. E il senso dell’umorismo dei bambini.

    Quanto è importante l’umorismo per te?

    Molto importante. Soprattutto nei tempi attuali ci permette di staccare dalle cose brutte. Ridere è davvero la migliore medicina. Rido anche volentieri di me stesso.

    Nella tua carriera sportiva c’era posto per le risate e l’umorismo?

    Bisognava sapere quando l’umorismo era appropriato. Dopo le sconfitte, ad esempio, non avevamo certo voglia di ridere. Tuttavia, un allenatore ci disse una volta il contrario, ovvero che, quando le cose non funzionano, l’allegria porta nuova motivazione e, di conseguenza, di nuovo al successo. Funziona davvero!

    Da dove conosci la Fondazione Theodora?

    Come già menzionato, in ospedale abbiamo incontrato una volta la dottoressa Floh. L’allegria che ci ha comunicato mi ha spinto a fare delle ricerche sulla Fondazione Theodora. Abbiamo iniziato così a sostenere Theodora e altre organizzazioni di utilità pubblica.

    A tuo avviso, che effetto hanno i dottor Sogni sui bambini?

    Secondo me li aiutano a superare delle situazioni difficili. I bambini che ricevono le visite degli artisti di Theodora non pensano più di essere in ospedale. E i genitori dimenticano le preoccupazioni quando vedono che i loro figli ridono, sono felici e si distraggono. Con la sua attività, la Fondazione accompagna le persone durante situazioni di vita difficili.

    Con quali tre parole descriveresti la Fondazione Theodora o la sua attività?

    Ridere, umorismo, soddisfazione.

    Piccolo regalo da parte della dottoressa Floh 🙂
  • «Durante gli interventi, come ad esempio i prelievi di sangue, i dottor Sogni portano distrazione ai bambini»

    Durante il nostro reportage presso la clinica pediatrica dell’Ospedale cantonale di Aarau, l’infermiera Ramona Kaiser ha risposto ad alcune domande sulla presenza dei nostri dottor Sogni nel pronto soccorso.

    Perché la presenza dei dottor Sogni al pronto soccorso è così prezioso per lei?

    I dottor Sogni occupano per esempio i bambini in sala d’attesa mentre sono in attesa di cure o di un medico. Distraggono i bambini durante gli interventi, come prelievi di sangue o infusioni, in modo che possano dimenticare il dolore o che non se ne accorgano affatto.

    Talvolta al pronto soccorso la situazione può essere frenetica. Non diventa ancora più frenetico con la presenza dei dottor Sogni?

    No, al contrario: con la loro presenza piena di umorismo, i dottor Sogni rilassano l’atmosfera. Inoltre siamo abituati alle numerose persone intorno ai pazienti, quindi non è un problema.

    Esistono situazioni in cui è particolarmente importante che un dottor Sogni o una dottoressa Sogni sia presente?

    È molto utile durante il prelievo di sangue. Lavoriamo già secondo il concetto di distrarre i bambini durante gli interventi dolorosi. I dottor Sogni hanno un grande effetto. I bambini si trovano in un altro mondo e non si rendono conto di ciò che accade intorno a loro.

    I dottor Sogni visitano i bambini di qualsiasi età?

    Sì. Si adattano perfettamente all’età e allo stadio di sviluppo dei giovani pazienti.

    Ringraziamo di cuore Ramona Kaiser per l’intervista!

  • Il controllo di Qualità EFHCO superato!

    La Fondazione Theodora è membro fondatore della European Federation of Healthcare Clown Organisation (EFHCO). Uno dei requisiti per l’adesione consiste nel sottoporsi a un audit da parte dell’EFHCO ogni cinque anni, durante il quale vengono esaminate la trasparenza e la qualità dei servizi artistici.

    Siamo felici di comunicare che abbiamo superato con successo l’audit dell’European Federation of Healthcare Clown Organisation (EFHCO) per il marchio di qualità per il periodo 2023-2028. Si tratta di un traguardo importante che sottolinea il nostro impegno per l’eccellenza artistica in ambito sanitario.

    Il riscontro positivo e il riconoscimento dei revisori ci incoraggiano a intensificare i nostri sforzi e a proseguire la nostra missione: portare risate e gioia nei cuori dei bambini e delle loro famiglie che affrontano momenti difficili in ospedale.

    Siamo orgogliosi di far parte di una comunità dedicata alla salute e al benessere dei bambini e siamo pronti a continuare il nostro impegno attivo nei loro confronti.

    Il certificato ufficiale di Qualità EFHCO
  • 30 anni al fianco dei bambini

    Il 9 settembre, 30 anni fa, è stata ufficialmente creata la Fondazione Theodora. Dal 1993, questa fondazione di pubblica utilità persegue l’obiettivo di rallegrare attraverso il sorriso la vita quotidiana dei bambini in ospedale e in istituti specializzati. I ben 70 dottor Sogni della Fondazione regalano ai bambini che ne hanno più bisogno preziosi momenti di gioia e svago.

    Tutto iniziò con un incidente: all’età di dieci anni, André Poulie fu ricoverato per mesi in ospedale in seguito a diverse operazioni al piede. Sua madre Theodora lo visitava ogni giorno, raccontava a lui e agli altri piccoli pazienti storie e rese così la loro vita quotidiana più allegra. L’inconfondibile mimica, l’allegria contagiosa e il caratteristico senso dell’umorismo di Theodora fecero sì che il dolore e la paura passassero in secondo piano. Dopo la morte di Theodora, il 9 settembre 1993, André e suo fratello Jan crearono la Fondazione Theodora in sua memoria.

    Momenti magici grazie ai dottor Sogni

    Proprio come fece allora Theodora, oggi ben 70 dottor Sogni regalano preziosi momenti di gioia e distrazione ai bambini in 59 ospedali svizzeri e istituti per bambini con disabilità. Ogni dottor Sogni dispone di una formazione artistica di base come la magia, il teatro, la musica o la pantomima. Gli artisti vengono poi formati e accompagnati dalla Fondazione Theodora sulla loro strada per diventare dottor Sogni e per poter svolgere il loro lavoro in ambiente ospedaliero. Con umorismo, gioia ed empatia, accompagnano i piccoli pazienti in un mondo di colori, fantasia e sorrisi. Anche i genitori, i fratelli e le sorelle dei bambini visitati e il personale infermieristico traggono beneficio dalle visite dei dottor Sogni.

    Più importante che mai

    Nel marzo 2020, i dottor Sogni dovettero interrompere le loro visite per la prima volta dall’esistenza della Fondazione a causa della pandemia di Covid-19. L’assenza delle visite dei dottor Sogni ne mostrò proprio l’importanza. Ad esempio Thomas Riedel, medico e primario di pediatria all’Inselspital di Berna, ha dichiarato: «Riteniamo che le visite dei dottor Sogni siano allo stesso livello degli altri servizi paramedici. Per questo è per noi estremamente importante poterle mantenere». Motivata dal sostegno di ospedali e istituti specializzati, la Fondazione Theodora ha lavorato con grande determinazione per continuare la sua missione di portare gioia e momenti magici. Grazie a questa determinazione, il 94,9% delle visite programmate ha potuto essere realizzato anche in questi tempi di incertezza. Questo impegno è stato premiato con la ripresa delle visite dal vivo in tutte le strutture nella primavera del 2022.

    Nuovo programma alleggerisce i pronto soccorso pediatrici

    La stretta collaborazione che la Fondazione ha instaurato negli anni con gli ospedali visitati è stata rafforzata dalla carenza di pediatri in Svizzera. Negli ultimi 30 anni, le consultazioni presso le unità di emergenza pediatrica sono aumentate di cinque volte in alcune località. I tempi di attesa aumentano e sono fonte di tensione e stress per genitori e bambini. Le reazioni negative si accumulano, mettendo ulteriormente a dura prova il personale. La situazione è particolarmente delicata la sera, quando gli ambulatori pediatrici sono chiusi. Per sostenere gli ospedali, la Fondazione Theodora ha lanciato quest’anno il suo sesto programma «Sogni al pronto soccorso». Gli artisti offrono momenti di distrazione e di gioia ai bambini e ai loro accompagnatori attraverso le loro visite ai pronto soccorso nelle ore serali e, allo stesso tempo, danno una mano al personale ospedaliero. Come gli altri programmi, questo servizio è gratuito per gli ospedali. La Fondazione Theodora è finanziata interamente da donazioni e partenariati aziendali.

    30 anni pieni di emozioni

    Quest’anno la Fondazione Theodora festeggia il suo 30° compleanno e guarda indietro a quasi 2 milioni di visite a bambini. La Fondazione guarda anche al passato con filmati toccanti creati nell’ambito del progetto «Generazione Theodora». Ex pazienti, genitori, medici e dottor Sogni condividono i loro ricordi e raccontano come la Fondazione Theodora abbia arricchito le loro vite. Per garantire esperienze simili anche in futuro, la Fondazione continuerà ad ampliare la sua collaborazione con ospedali e istituti specializzati. Anche la continuità e la qualità dei programmi offerti e lo sviluppo delle competenze degli artisti sono di fondamentale importanza. La Fondazione Theodora è determinata a regalare a molti altri bambini più di un sorriso negli anni a venire.

    Esempi di immagini del passato e del presente: www.theodora.ch/30-images

    Contatto media per domande, interviste o reportage:

    Simona Schlegel

    Simona Schlegel

    Servizio comunicazione

    T: 079 739 14 72

    Scriveteci
  • Cartoline di Natale 2023/2024 della Fondazione Theodora

    Mostrate la vostra solidarietà con speciali auguri di Natale. Le visite dei dottor Sogni contribuiscono a rendere il difficile momento del ricovero in ospedale un po’ più piacevole per i piccoli pazienti e le loro famiglie. Durante il periodo natalizio, quando la gioia e la coesione sono al centro dell’attenzione, anche voi potete contribuire alla nostra missione acquistando le nostre esclusive cartoline di Natale.

    Cartoline di Natale

    Prezzo: 5 soggetti a scelta a partire da CHF 3.60 / pezzo

    Buste: ogni cartolina viene fornita con una busta bianca. 

    Consegna: dalla fine di ottobre entro due settimane lavorative dall’ordine.

    Foglietto interno: è possibile ordinare anche un foglio bianco o personalizzato (i prezzi sono riportati nel catalogo delle schede).

    Design personalizzato: create il vostro design inviandoci i dati delle vostre immagini ad alta risoluzione.

    Fatturazione: mediante posta separata dopo la consegna.

    Per ulteriori informazioni sugli ordini in blocco (tariffa preferenziale), sui foglietti interni e sui disegni personalizzati, pregasi consultare il catalogo delle carte.

    Tutte le carte vengono stampate in Svizzera su carta certificata FSC.

    NUOVO: CARTOLINE ANIMATE PER GLI AUGURI DI NATALE DIRETTAMENTE SULLO SCHERMO

    Con nostra cartolina animata potete facilmente esprimere i vostri auguri di Natale personali ai vostri partner e contatti commerciali via e-mail e fare qualcosa di buono allo stesso tempo.

    Prezzo: 500 franchi per un invio illimitato

    Riciclaggio di cartoline: set da 4 delle cartoline più popolari degli anni passati

    Prezzo: 11.80 franchi

    • Confezione da 4 cartoline «Golden Greetings»: Una selezione scintillante di 4 biglietti di Natale con effetto dorato.
    • Confezione da 4 cartoline «Disegni festosi»: disegni natalizi di diversi illustratori vi aspettano in questo set.
    • Confezione da 4 cartoline «Sorpresa»: una selezione casuale di 4 cartoline diverse.

    Cioccolato artigianale della Gruyère

    Anche quest’anno il nostro appassionato cioccolatiere Richard Uldry della manifattura svizzera “Chocolaterie de Gruyeres Sarl” ha preparato per voi una squisita selezione del miglior cioccolato.

    • Bean-to-bar Chuncho, fondente 75%
    • Grand Cru Rio Huimbi, latte 42% con scaglie di cialda
    • Grand Cru Maracaïbo, fondente 65% con scaglie di caramello

    Prezzo: 12.00 franchi, con busta elegante 13.50 franchi

    Avete fatto un ordine e una domanda in merito? Contattateci:

    ABP Project
    E-mail: theodora@abp-project.ch
    Telefono: 058 201 17 70

    Grazie mille per il vostro sostegno che offrirà a molti bambini e ai loro parenti preziosi momenti di svago.

  • A colloquio con Markus Kohler, Škoda Svizzera

    Caro Markus, il partenariato tra Škoda e la Fondazione Theodora esiste da 20 anni. Come è nato? Ti ricordi degli inizi?

    Confesso di lavorare da Škoda solo dal 2005, quindi due anni dopo l’inizio della collaborazione con la Fondazione Theodora. In ogni caso, desidero sottolineare che per noi si tratta di una questione di cuore. È incredibile tutto quello che la Fondazione e i suoi dottor Sogni riescono a fare e sono fiero che noi di Škoda Svizzera abbiamo la possibilità di fornire un piccolo contributo e che la Fondazione ci accordi la sua fiducia.

    Sin dall’inizio siamo partner di mobilità della Fondazione e ricordo ancora alcuni veicoli variopinti. Nei primi tempi, diversi artisti e artiste conosciuti hanno abbellito i veicoli. Più avanti, sono stati i bambini a rendere le macchine delle vere opere d’arte con i loro creativi disegni. E da quest’anno, il logo e i cuori colorati della Fondazione Theodora decorano i veicoli della flotta.

    Ricordi un momento speciale vissuto con la Fondazione Theodora?

    Ricordo ancora perfettamente la consegna della flotta nel 2012, avvenuta in uno scenario molto speciale: il circo Salto Natale. Quell’anno, con la sua arte Rolf Knie rese molto speciale un veicolo della Fondazione Theodora e la consegna in un’atmosfera così magica fu un momento davvero straordinario. Ma se devo essere sincero, ho dei bei ricordi di tutte le consegne. Gli occhi lucidi dei bambini, quando vedono per la prima volta i loro disegni sui veicoli, o le piacevole chiacchierate con i fondatori di Theodora André e Jan Poulie, quando parlano della visione della Fondazione, per menzionarne solo qualcuno.

    Cosa unisce Škoda con la Fondazione Theodora? 

    Škoda si impegna già da molti anni in progetti che corrispondono alla nostra identità di marchio. Viviamo il cosiddetto «Human Touch», come diciamo noi, e l’impegno con la Fondazione Theodora si inserisce in questo contesto. Inoltre, sia la Fondazione, sia Škoda sono molto disponibili e con i piedi per terra e sia a voi che a noi stanno a cuore le persone, pur essendo attivi in settori completamente diversi. Inoltre, vogliamo anche adempiere alla nostra responsabilità sociale e puntiamo quindi su partenariati a lungo termine con cui possiamo smuovere qualcosa.

    Cosa vuole ottenere Škoda assieme alla Fondazione Theodora?

    Noi di Škoda Svizzera vogliamo continuare a sostenere la Fondazione Theodora in qualità di partner per la mobilità, affinché voi, ovvero i dottor Sogni, possiate continuare anche in futuro a regalare dei sorrisi ai bambini. Per noi è anche molto importante attirare l’attenzione sul prezioso impegno della Fondazione e se possiamo fornire anche solo un piccolo contributo con i nostri variopinti veicoli, siamo molto felici.

    In che cosa consiste l’impegno in particolare?

    Il nostro impegno consiste nell’essere i partner di mobilità della Fondazione Theodora. Negli ultimi 20 anni abbiamo infatti messo a disposizione della Fondazione diversi modelli Škoda e siamo stati e siamo tutt’ora il vostro interlocutore per tutti i temi relativi alla mobilità. Con la consegna quest’anno di sei veicoli Škoda Enyaq iV abbiamo elettrificato la flotta.

    Noi di Škoda Svizzera vogliamo continuare a sostenere la Fondazione Theodora in qualità di partner per la mobilità, affinché voi, ovvero i dottor Sogni, possiate continuare anche in futuro a regalare dei sorrisi ai bambini.

    Markus Kohler
    Markus Kohler
    Brand Director, Škoda Svizzera

    Cosa ti lega personalmente alla Fondazione Theodora?

    Dopo ormai 20 anni di partenariato direi che è molto di più di un impegno come sponsor. Si è sviluppata anche un’amicizia tra Škoda e la Fondazione. La collaborazione è sempre molto piacevole e tutti ci impegniamo anima e corpo. Ho grande rispetto per ciò che i dottor Sogni fanno ogni giorno e il loro lavoro merita tutta l’attenzione possibile.

    Cosa auguri alla Fondazione Theodora per il futuro?

    Auguro alla Fondazione Theodora tutto il meglio per il futuro e vorrei sottolineare ancora una volta l’incredibile impegno di tutte le persone coinvolte. Tutti partecipano con passione e dedizione e questa collaborazione ci riempie di gioia. Siamo onorati di poter far parte di questa meravigliosa Fondazione e mi auguro di condividere con Theodora ancora molti anni.

  • 20 anni in viaggio con Škoda

    Škoda Svizzera sostiene la Fondazione Theodora come partner di mobilità da 20 anni. Questo fa di Škoda il partner più anziano della Fondazione. Quest’anno, abbiamo ricevuto la sua nuova flotta di veicoli composta da sei Škoda Enyaq. È la prima volta che Škoda mette a disposizione auto completamente elettriche alla Fondazione Theodora. Uno di questi Enyaq è stato teatro di una speciale ripresa video.

    Cavi e microfoni nascosti, una telecamera sospesa e un tecnico del suono nel bagagliaio. Quella che potrebbe sembrare la scena di un film di James Bond è stata la giornata di riprese per uno spot molto speciale organizzato da Škoda Svizzera e dalla Fondazione Theodora all’inizio di luglio a Lucerna, per celebrare il 20. anniversario della loro stretta collaborazione. Il produttore ceco di auto e motori è partner della Fondazione per la mobilitè da due decenni e permette alle collaboratrici e ai collaboratori della Fondazione di essere sempre nel posto giusto al momento giusto.

    Un simpatico trio rende omaggio al partenariato di lunga data tra Škoda e la Fondazione Theodora.

    Tre importanti star erano presenti sul set per questo appuntamento: Markus Kohler, Brand Director di Škoda Svizzera, il dottor Sogni Hüpf e l’Enyaq a propulsione esclusivamente elettrica in un colorato design Theodora. In questo colorato viaggio, Markus Kohler intervista il dottor Hüpf e lo accompagna all’Ospedale pediatrico di Lucerna, dove i piccoli pazienti sono già in attesa di essere visitati. Il video sarà pubblicato a metà ottobre su tutti i siti Škoda Svizzera e sui canali sociali della Fondazione Theodora.

  • Importante: certificato di donazione corretto 2023 

    Il 9 febbraio abbiamo inviato i certificati di donazione per l’anno 2023. A causa di un errore tecnico al di fuori delle nostre possibilità di influenza, alcuni certificati contenevano dati non corretti. 

    ll 21 febbraio, tutte le donatrici e tutti i donatori colpiti riceveranno un nuovo certificato di donazione corretto 2023 per la loro dichiarazione delle tasse.

    Ci scusiamo di tutto cuore per l’errore e il disagio causato. 

    Ringraziamo le nostre donatrici e i nostri donatori per la comprensione e soprattutto per il loro meraviglioso sostegno dello scorso anno.

    Per qualsiasi domanda siamo volentieri a sua disposizione al numero 021 811 51 84 o via e-mail all’indirizzo donations@theodora.ch.

  • I nostri partner di formazione

    Istituto e Alta Scuola della Salute «La Source»

    L’Istituto e Alta Scuola della Salute «La Source» è da molti anni partner di formazione della Fondazione. La collaborazione di lunga data garantisce l’alta qualità della formazione dei dottor Sogni, in particolare nel campo dell’igiene ospedaliera.

    Scoprite il sito internet

    Leggete l’intervista con Corinne Ghaber, docente presso l’Istituto e Alta Scuola della Salute “La Source” e formatrice di dottor Sogni da oltre 20 anni.

    L’intervista

    Accademia Teatro Dimitri

    L’Accademia Teatro Dimitri offre una formazione professionalizzante e integrata nei settori sanitari (in ospedale) e sociali (in istituti specializzati) per i dottor Sogni della Fondazione Theodora.

     

    I fondatori André e Jan Poulie sono stati vicini all’artista «Dimitri» e alla sua scuola fin dall’inizio del loro progetto e hanno mantenuto stretti rapporti con l’Accademia Teatro Dimitri. Da questo legame è nata l’idea di creare un programma di formazione continua coordinato dall’Accademia della Fondazione Theodora.

     

    Dal 2019, l’Accademia Teatro Dimitri lavora al fianco della Fondazione Theodora per rafforzare i metodi di lavoro artistico nell’ambito sanitario. Questa collaborazione prevede una formazione specifica per gli artisti professionisti impiegati dalla Fondazione Theodora, attestata da un Certificato di Studi Avanzati (CAS) nell’arte del dottor Sogni.

     

    L’obiettivo principale di questo programma di formazione continua è quello di permettere a ciascun candidato di trovare il proprio carattere e di creare un legame tra il lavoro artistico e l’ambiente ospedaliero e degli istituti per bambini con disabilità. In questo modo, il certificato valorizza le competenze specifiche degli artisti che lavorano negli ospedali e negli istituti specializzati.

     

    Il sito internet
  • Formazione dei nuovi dottor Sogni e delle nuove dottoresse Sognie

    Dal 1993, la Fondazione Theodora segue l’obiettivo di illuminare la vita quotidiana dei bambini ricoverati in ospedali e istituti specializzati attraverso la gioia e il sorriso. A tal fine, la Fondazione organizza e finanzia visite settimanali di artisti professionali – i dottor Sogni – negli ospedali e negli istituti per bambini con disabilità in Svizzera.

    Per completare il suo team artistico, la Fondazione Theodora assume artisti professionali e li forma per diventare dottor e dottoresse Sogni.

    Collaborazione con rinomati partner di formazione

    I candidati selezionati ricevono una formazione teorica e pratica che consente loro di adattare la loro arte alle condizioni specifiche del settore sanitario. Un’altra parte importante della formazione è costituita da 14-20 visite in ospedali e istituti specializzati per immergersi nella pratica. La formazione è attestata da un «Certificato di Studi Avanzati» (CAS), rilasciato dall’ «Accademia Teatro Dimitri» e riconosciuto a livello mondiale.

    L’obiettivo della formazione è quello di consentire al candidato di:

    • Acquisire conoscenze e competenze specifiche del contesto ospedaliero e dei bisogni dei bambini ricoverati.
    • Adattarsi al mondo delle persone con disabilità e alle loro particolari esigenze.
    • Sviluppare le competenze artistiche necessarie per svolgere il ruolo di dottor Sogni.
    • Padroneggiare la figura del dottor e della dottoressa Sogni nonché del Signore e della Signora Sogni.
    • Sviluppare le competenze necessarie grazie a una profonda comprensione del ruolo di dottor Sogni negli ospedali e negli istituti specializzati (molto tempo viene impiegato per questo durante la formazione).
    • Completare un CAS (Certificate of Advanced Studies), rilasciato dall’Accademia Teatro Dimitri.

    Dopo aver completato questa formazione, i candidati vengono assunti dalla Fondazione Theodora come dottori Sogni junior. Come parte del team artistico della Fondazione, lavoreranno nei reparti pediatrici di ospedali e istituti specializzati in Svizzera.

    Qui condivideremo regolarmente le informazioni sulla loro formazione.

    Calendario

    • 14 novembre 2023: scadenza per le candidature
    • 5 – 6 febbraio 2024: audizioni
    • 8 – 10 aprile 2024: modulo 1 in collaborazione con l’Istituto e Alta Scuola della Salute « La Source » di Losanna (VD)
    • 27 maggio – 7 giugno 2024: modulo 2 in collaborazione con l’ « Accademia Teatro Dimitri » di Verscio (TI)
    • 4 – 6 settembre 2024: modulo 3 in collaborazione con l’Istituto e Alta Scuola della Salute « La Source » di Losanna (VD)
    • 21 – 23 gennaio 2025: modulo 4 in collaborazione con l’ « Accademia Teatro Dimitri » di Verscio (TI)
  • I coordinatori artistici laureati di un CAS

    Dopo un anno di formazione intensiva e specifica al loro ruolo e alle loro responsabilità, i coordinatori artistici dei paesi Theodora hanno ottenuto il Certificato di Studi Avanzati (CAS) assegnato dall’Accademia Teatro Dimitri. Congratulazioni ai coordinatori artistici per l’impegno e il cuore che hanno messo in questo percorso.

    Formazione su misura

    I coordinatori artistici hanno seguito una formazione su misura, pensata per rafforzare i requisiti unici della loro posizione all’interno della Fondazione Theodora in Svizzera e nelle entità Theodora in Regno Unito, Italia e Spagna. La formazione ha esplorato temi filosofici e pedagogici rilevanti per lo sviluppo della qualità artistica della Fondazione. Nei primi giorni di gennaio 2024, i coordinatori artistici hanno concluso il corso di formazione con una presentazione della loro ricerca individuale sulla loro attività e sull’integrazione del dottor Sogni in ambito sanitario e sociale. Il loro lavoro è stato premiato con un Certificato di Studi Avanzati (CAS).

    Sviluppo e qualità

    Nell’ambito del nuovo progetto di formazione iniziale e continua dei dottor Sogni, il dipartimento dell’Accademia della Fondazione Theodora ha collaborato con l’Accademia Teatro Dimitri per sviluppare un programma di formazione su misura per l’integrazione dei dottori Sogni in ambito sanitario.

    Per rispondere alle esigenze e alle aspettative sempre in aumento dei beneficiari, soprattutto in termini di qualità, il lavoro della Fondazione Theodora deve professionalizzarsi sempre di più. I nostri programmi sono sempre più specifici e le competenze dei nostri artisti devono evolvere nella stessa direzione. Ciò significa offrire una formazione più mirata e riconosciuta dall’ambiente medico e sociale

    Miriam Bass Costantini (Directrice dell’Accademia Theodora)

    Nell’investire nella professionalizzazione degli artisti attraverso un certificato di formazione avanzata, è possibile garantire una pratica artistica dei dottor Sogni con la massima sicurezza per i beneficiari.

    Una collaborazione con i partner di formazione di prestigio

    Questo successo è stato possibile grazie alla collaborazione con la prestigiosa Accademia Teatro Dimitri. Dal 2019, questa scuola di teatro professionale lavora al fianco della Fondazione Theodora per sviluppare un percorso di formazione continua dedicato agli artisti che praticano in ambito sanitario e sociale. Questo certificato offre una varietà di corsi con l’obiettivo di approfondire le conoscenze e le competenze professionali specifiche degli artisti che lavorano con i bambini in ospedale o in istituzioni specializzate. Perfezionando il loro ruolo di coordinatore artistico e incoraggiando lo sviluppo delle loro competenze artistiche, è possibile rafforzare l’impegno di qualità per il benessere dei piccoli pazienti e dei bambini con disabilità.